Cambio automatico, 2° puntata!

Continuiamo l'analisi tecnica delle varie tipologie di cambio automatico.

Dopo avere analizzato nel post precedente il funzionamento del cambio a doppia frizione (TCT) e di quello a variazione continua (CVT), passiamo oggi in rassegna il cambio robotizzato e il cambio automatico a convertitore di coppia.

CAMBIO ROBOTIZZATO

Il cambio robotizzato è un cambio "tradizionale" ad alberi paralleli dove la centralina elettronica attua alcune elettrovalvole idrauliche che movimentano le aste per la selezione e innesto marce. Anche l'azionamento del servo-frizione è gestito elettronicamente. Il conducente può optare sia per una gestione completamente automatica, dove la ECU (Electronic Control Unit) decide quale marcia inserire e il momento dell'inserimento in base al carico motore ed altri parametri, sia per una guida in modalità semiautomatica, dove il comando di cambio marcia è deciso mediante azione manuale su leva o paddle al volante; selezione e inserimento rimangono sempre servo-attuate idraulicamente.

Il cambio dualogioc di FCA montato su Fiat 500, Fiat Grande Punto è un esempio di cambio robotizzato.

CAMBIO AUTOMATICO

Il cambio automatico propriamente detto è probabilmente il più complicato da comprendere! Sostanzialmente esso è costituito da un convertitore di coppia coassiale a una serie di riduttori epiciclodali che consentono di ottenere i rapporti di trasmissione desiderati.

Il convertitore di coppia ha il compito di agire sia da frizione durante la "cambiata" sia da moltiplicatore della coppia motore alla partenza, per favorire una accelerazione adeguata. Il funzionamento del convertitore è mostrato nel video seguente.

Il sistema di ingranaggi che consente il cambio delle marce è del tipo a riduttore epicicloidale, configurazione che permette una compattezza assiale superiore al sistema ad alberi paralleli e sincronizzatore: esso è formato da un pignone centrale (sole) solidale a un albero di trasmissione, da ingranaggi satelliti che da un lato ingranano con il pignone centrale, dall'altro con la corona dentata esterna: i satelliti possono ruotare intorno a se stessi (spin) e rivoluzionare intorno all'asse centrale. I perni dei satelliti sono solidali al porta-satelliti (o planetario) a sua volta solidale al secondo albero di trasmissione.

La prerogativa degli ingranaggi epicicloidali è che in funzione del componente che viene tenuto fermo si ottengono rapporti di trasmissione diversi!

Per ottenere più rapporti di trasmissione un moderno cambio automatico ha in serie più gruppi epicicloidali; per mantenere fermi o permettere la rotazione di corona, satelliti, pignone e planetario si adotta un sistema di frizioni a dischi multipli.

Ovviamente la gestione del convertitore di coppia (la gestione del lock) e quella delle frizioni è gestita in automatico dalla ECU del sistema. Anche in questo caso il guidatore può scegliere una guida completamente automatica o semi-automatica.

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